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Pianificazione dei trasporti a scala e orizzonte temporale diversi, dall’ambito nazionale a quello urbano dei Piani Urbani della Mobilità Sostenibile (P.U.M.S.), Piani Urbani del Traffico (P.U.T.) e piani di settore.

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GO-Mobility fornisce supporto tecnico per la redazione degli strumenti di pianificazione dei trasporti dall’ambito nazionale a quello urbano dei Piani Urbani della Mobilità Sostenibile (P.U.M.S.), Piani Urbani del Traffico (P.U.T.) e piani di settore.urbana, quali il Piano Urbano della Mobilità e della Mobilità Sostenibile, il Piano Urbano del Traffico e i piani di settore come il Piano della Sicurezza Stradale Urbana, il piano della rete ciclabile, il piano di fluidificazione del traffico e il Programma Urbano dei Parcheggi.

Si utilizzano modelli trasportistici, a scala macroscopica e a scala microscopica in base agli ambiti di competenza del piano, per rappresentare l’interazione domanda e offerta di trasporto in termini quantitativi e valutare diversi scenari.

Piani Regionali dei Trasporti

Il Piano Regionale dei Trasporto è lo strumento principale di pianificazione dei trasporti adottato dalle Regioni ed ha validità decennale. I principali obiettivi sono la configurazione ottimale del sistema plurimodale dei trasporti, il miglioramento delle connessioni del sistema regionale al contesto nazionale, lo sviluppo delle infrastrutture e il raggiungimento degli obiettivi in materia di tutela ambientale.

Piani di Bacino

I Piani di Bacino del Trasporto Pubblico Locale sono previsti dal D.lgs 422/97 e dalle leggi regionali sono uno strumento operativo nell’organizzazione della mobilità extraurbana, attraverso il quale sono definiti la rete e i programmi di esercizio dei servizi minimi di Trasporto Pubblico Locale di competenza provinciale e dei servizi aggiuntivi e speciali, integrati con il sistema ferroviario.

P.U.M.S.

I Piani Urbani della Mobilità Sostenibile (P.U.M.S.) sono promossi dalla Commissione Europea come strumento di pianificazione di nuova concezione. Il coinvolgimento dei cittadini e dei portatori di interesse e il coordinamento tra le politiche e gli strumenti di piano dei vari settori (trasporti, sicurezza, energia, ambiente, urbanistica …) e tra enti hanno un ruolo chiave e contraddistinguono i P.U.M.S. dalla pianificazione tradizionale. I P.U.M.S. si basano su una visione di lungo periodo e sull’approccio alla sostenibilità considerando anche costi e benefici sociali, sono un “piano strategico volto a soddisfare la domanda di mobilità delle persone e delle imprese in ambito urbano e periurbano per migliorare la qualità della vita”.

P.U.M.

I Piani Urbani della Mobilità (P.U.M.) sono stati istituiti dalla legge n. 340 del 24 novembre 2000, sono tenuti alla redazione i singoli Comuni o aggregazioni di Comuni limitrofi con popolazione superiore a 100.000 abitanti, le Province aggreganti i Comuni limitrofi con popolazione complessiva superiore a 100.000 abitanti, d’intesa con i Comuni interessati, e le Regioni, nel caso delle aree metropolitane di tipo policentrico e diffuso, d’intesa con i Comuni interessati. L’obiettivo è di soddisfare i fabbisogni di mobilità della popolazione e assicurare l’abbattimento dei livelli di inquinamento atmosferico ed acustico, la riduzione dei consumi energetici, l’aumento dei livelli di sicurezza del trasporto e della circolazione stradale, la minimizzazione dell’uso individuale dell’automobile privata e la moderazione del traffico, l’incremento della capacità di trasporto, l’aumento della percentuale di cittadini trasportati dai sistemi collettivi anche con soluzioni di car pooling e car sharing e la riduzione dei fenomeni di congestione nelle aree urbane.

P.U.T.

I Piani Urbani del Traffico (P.U.T.) sono previsti dall’art. 36 del Nuovo Codice della Strada e sono obbligatori per i comuni con popolazione residente superiore a 30.000 abitanti o che registrino in un periodo dell’anno una particolare affluenza turistica o interessati da fenomeni di pendolarismo o di con rilevanti problematiche per problemi di congestione stradale.  Obiettivo dei piani è il miglioramento delle condizioni di circolazione e sicurezza stradale, la riduzione degli inquinamenti acustico e atmosferico e il risparmio energetico. La progettazione del P.U.T. è articolata su 3 livelli:

  • P.G.T.U Piano Generale del Traffico Urbano (piano preliminare) relativo all’intero centro abitato
  • P.P.T.U Piano Particolareggiato del Traffico Urbano relativo ad ambiti complessi
  • P.E.T.U Piano Esecutivo del Traffico Urbano

P.S.S.U.

Il Piano della Sicurezza Stradale Urbana (P.S.S.U.) è previsto dal Piano Nazionale della Sicurezza Stradale e disciplinato dalle linee guida del 2001 prodotte dall’Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale per conto del Ministero dei lavori pubblici. L’obiettivo del piano è la riduzione dell’incidentalità stradale che può essere raggiunta seguendo diverse strategie in parallelo, quali la riduzione dell’esposizione al rischio (ridurre le percorrenze chilometriche), riduzione del rischio di incidenti, protezione dell’utenza debole, attenuazione delle conseguenze degli incidenti. Tra gli interventi per la sicurezza quelli dell’ingegneria, sia in termini di adeguamento delle infrastrutture che di gestione del traffico e della mobilità, sono fondamentali.

Piano della rete ciclabile

Il piano della rete ciclabile è istituito con la legge 366 del 1998, le cui linee guida per la progettazione sono indicate nel D.M 557/1999, per favorire e promuovere un elevato grado di mobilità ciclistica e pedonale, alternativa all’uso dei veicoli a motore nelle aree urbane e nei collegamenti con il territorio contermine.

Piano della fluidificazione del traffico

Il Piano urbano di fluidificazione del traffico è istituito dal terzo piano energetico nazionale del 1988 e disciplinato dalla circolare n.1196 del 1991 “Indirizzi attuativi per la fluidificazione del traffico urbano, anche ai fini del risparmio energetico”. L’obiettivo è portare la velocità media di marcia del traffico urbano a circa 25 km/h che ha impatto sulla riduzione dei consumi di carburante, dell’inquinamento atmosferico e del tempo di viaggio. I criteri alla base del piano sono l’eliminazione dei fattori di congestione stradale e il maggior uso dei mezzi di trasporto in forma collettiva.

Progetti Rilevanti